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Il Santuario di Re
 

Nei cento anni successivi al miracolo non fu possibile costruire quel "maestoso tempio", cui si fa cenno nella pergamena del Crespi, a causa delle tristissime vicende politiche ed altre calamita', previste nella pergamena del Romano.
Gia' sette anni prima del miracolo la Valle che apparteneva al Ducato degli Sforza dato in feudo ai Borromei, era stata saccheggiata e depredata dai Vallesani e per tutto il secolo XVI risentirà del passaggio

nell'Ossola degli eserciti francesi e spagnoli e dei tentativi insurrezionali di scacciare lo straniero; e subira', oltre le vessazioni militari, anche quelle fiscali imposte dai padroni di turno, in particolare dagli spagnoli.
Inoltre dal 1513 al 1530 per ben cinque volte il flagello della peste decimo' le popolazioni.
Alla fine del XVI secolo si aggiunse la piaga del brigantaggio. Solo nel 1596 il venerabile Bescape', vescovo di Novara, nella sua prima visita pastorale, da' un impulso decisivo al culto della Madonna del Sangue.

 
 
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LA LEGGENDA

Correva l'anno 1494. Re allora era solo uno dei tanti piccoli villaggi sparsi lungo la vallata. Una piccola chiesetta sorgeva vicino all'abitato e sua sulla facciata, sotto un portichetto, era affrescata una Madonna col Bambino. Quel martedì 29 aprile, sul far della sera un certo Giovanni Zucono, che poi i paesani chiamarono Zuccone, si trovava

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lì vicino con altre persone, riunitesi per giocare a piodella (gioco che consisteva nel tirare un sasso appiattito, la "piodella", contro un cilindro di legno su cui ognuno aveva posto una moneta; vinceva chi riusciva a far cadere le monete vicino al proprio sasso).